Radon
Come si misura

 

Per misurare il Radon si possono utilizzare dispositivi di vario tipo (dosimetri >>) , che vanno lasciati nei locali da monitorare per periodi variabili da poche ore fino ad un anno. Per la forte variabilità delle emissioni di Radon, influenzata da fattori climatici, tellurici e stagionali, è sconsigliabile effettuare misure di breve durata, (ore o anche di pochi giorni). Tali valutazioni, infatti, forniscono generalmente stime poco rappresentative della situazione media annuale, e portano spesso a contromisure insufficienti o, comunque, inadeguate. Da evitare assolutamente anche le misure “fai da te” con mezzi inappropriati come

Misurazione del gas radon e della radioattivitą
ad esempio i contatori “Geiger-Muller” che misurano il livello di radiazioni di tipo “beta” e “gamma” (prodotte dai “progenitori” e dai “figli” del Radon), ma non le radiazioni “alfa” (prodotte dal Radon e dal Toron), sottostimando, spesso anche notevolmente, il problema. Le misurazioni, della durata minima di almeno 1 mese, vanno effettuate con dosimetri passivi >> che permettono di valutare con certezza la presenza del gas Radon e la quantità media di radioattività da esso generata. Nel caso in cui si accerti la presenza del gas nell’edificio, va stabilita con altre indagini la sorgente di ingresso (fondamenta o materiali da costruzione) prima di iniziare i lavori di mitigazione e bonifica >>.