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Inquinamento radioattivo

L'inquinamento radioattivo

La radioattività è un fenomeno naturale che l’uomo ha imparato a sfruttare per i più disparati scopi.
L’utilizzo di materiale radioattivo per usi civili, militari o industriali è diventato sempre più diffuso, di conseguenza anche l’esigenza di controlli di sicurezza nei luoghi di lavoro è diventata più pressante.
Inoltre i livelli del fondo di radioattività naturale differiscono molto, in Italia, a seconda delle regioni, soprattutto a causa delle emissioni dal sottosuolo di gas radioattivi come il Radon >> che provocano pericolosi aumenti della radioattività dell’aria nei piani bassi degli edifici.
Infine anche i materiali per l’edilizia emettono diverse quantità di radiazioni a seconda della zona di provenienza, e la scelta del materiale più idoneo andrebbe effettuata solo dopo la valutazione di un esperto dotato di specifiche apparecchiature.
Per ulteriori approfondimenti si consulti anche la sezione dedicata alla radioattività negli edifici dovuta alla presenza di Radon >> o, per informazioni, la sezione:
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LE RADIAZIONI IONIZZANTI

Il termine radiazione è usato per descrivere fenomeni in cui avviene il trasferimento di energia da un punto a un altro dello spazio senza che vi sia il movimento di corpi macroscopici e senza il supporto di un mezzo materiale. Quando la propagazione di energia avviene secondo queste modalità si dice che si è in presenza di radiazione.

Una radiazione è ionizzante quando è in grado di produrre, in modo diretto o indiretto, la ionizzazione (ovvero l'acquisto o perdita di elettroni) degli atomi e delle molecole del mezzo attraversato. Pertanto, il processo di ionizzazione porta necessariamente ad alterazioni degli atomi, almeno in via transitoria, e può in tal modo produrre modificazioni nella struttura delle molecole che li contengono. Se le molecole alterate sono in una cellula vivente, essa stessa può risultare danneggiata e in alcuni casi può sviluppare un tumore.

L'uomo è costantemente esposto ad inquinamento radioattivo di origine naturale. In natura esistono infatti nuclei radioattivi (radionuclidi) di elementi chimici che, essendo instabili, si trasformano (decadono) in uno o più nuclei, generalmente più stabili, emettendo radiazione elettromagnetica oppure particelle cariche di diversa energia a seconda del tipo di nucleo. Tra questi elementi vi è il gas Radon >>.

LA NORMATIVA IN VIGORE

La normativa sulla radioattività in tutti i paesi membri dell'Unione Europea si basa sulla Raccomandazione della Commissione Europea dell'8 giugno 2000, n. 2000/473/Euratom che prevede che venga applicato l'articolo 36 del trattato Euratom riguardante il controllo del grado di radioattività ambientale allo scopo di determinare l'esposizione dell'insieme della popolazione (G.U.C.E. serie L, del 27 luglio 2000, n.191).

La legislazione italiana, inoltre, prevede con il D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 230 >> (in supplemento ordinario n. 74, alla Gazzetta Ufficiale n. 136, del 13 giugno) l'Attuazione delle direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti.

Per quanto concerne i rischi da esposizione al Radon, la legislazione italiana prende in considerazione e tutela soltanto i luoghi di lavoro ( D.Lgs. 26 maggio 2000, n. 241>> ), mentre per quanto riguarda le abitazioni, si può fare riferimento a raccomandazioni della Comunità Europea. In quest'ultimo caso, la normativa fissa dei “valori raccomandati” ossia dei valori di concentrazione del Radon sopra i quali si raccomanda di prendere delle precauzioni per ridurre tali valori. Sotto i “valori raccomandati” la situazione viene considerata accettabile. Recentemente i livelli di concentrazione di Radon accettabili nelle abitazioni sono stati ulteriormente ridotti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità >>

MISURA DELLA RADIOATTIVITÀ

Esistono molti strumenti che sono in grado di effettuare la misura della radioattività e di valutare l' inquinamento radioattivo o di effettuare la misura del Gas Radon (test del Radon). I principi di funzionamento riguardano essenzialmente gli effetti che la radioattività provoca su alcune sostanze, come l'impressione di emulsioni fotografiche, l'eccitamento di sostanze luminescenti e la ionizzazione di gas, liquidi o cristalli al passaggio delle radiazioni.

Questi strumenti vengono utilizzati per:

- tenere sotto controllo la dose di radiazioni accumulate da ciascun individuo;

- rilevare e misurare i livelli di irradiazione o di contaminazione radioattiva nell'ambiente, nelle cose e negli individui;

- tenere costantemente sotto controllo i livelli di irradiazione o di contaminazione radioattiva nell'ambiente e nelle cose, con eventuale registrazione dei dati di radioattività rilevati;

- dare informazioni particolareggiate sul tipo di sorgente radioattiva e del livello di inquinamento radioattivo.

L'unità di misura della radioattività è il becquerel (Bq) .

Un campione contenente radioisotopi si caratterizza per la sua quantità di radioattività, che viene espressa con il numero di disintegrazioni nell'unità di tempo di nuclei radioattivi:

1 becquerel = 1 Bq = 1 disintegrazione al secondo.

L'unità di misura del GAS RADON

Quando si esegue una misurazione di Radon e della sua radioattività in aria si parla in genere di Bequerel/metro cubo (Bq/m3): un Bq/m3 equivale alla disintegrazione di un atomo di Radon in un metro cubo di aria ogni secondo, con produzione di un atomo a sua volta radioattivo (che nel caso del Radon 222 è il Polonio 218) e di una particella Alfa (Radiazione Alfa). Nel sistema anglosassone è ancora in uso il Picocurie/litro (pCi/L), una unità di misura ancora ufficiale ad esempio in una misura Radon effettuata negli Stati Uniti.

GLI STRUMENTI

I contatori sono gli strumenti adatti a rilevare e a misurare la radioattività nell'ambiente, nelle cose e nelle persone. I contatori sono sostanzialmente di due tipi: a scintillazione e a ionizzazione. Quelli a scintillazione funzionano sul principio della luminescenza prodotta dalle radiazioni che urtano contro determinati composti minerali. Quelli a ionizzazione funzionano sul principio della maggiore conducibilità elettrica di un gas quando viene ionizzato al passaggio delle radiazioni.

Per la misurazione del Radon si usano invece i dosimetri (dosimetri a tracce, dosimetri a scintillazione ecc) che sono adatti a tenere sotto controllo, per un'intera giornata, per settimane o per mesi, la radioattività da gas Radon accumulata in ambienti esposti alle radiazioni. I risultati delle misure di Radon consentono di stabilire la necessità o meno di interventi di bonifica del Radon >>.